Rinnovare casa in 4 mosse con Trotec – Parte terza: verniciare la facciata

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Verniciare le pareti interne della propria abitazione non rappresenta un vero e proprio problema, ma verniciare una facciata esterna rappresenta una questione ben più complicata. In quest’articolo vi spiegheremo come funziona, quali sono i lavori preparatori necessari e quanto tempo deve trascorrere affinché l’intonaco si asciughi prima di poter cominciare con la verniciatura.

Una breve premessa: la verniciatura delle facciate può essere eseguita solo in determinati periodi dell’anno. In inverno le temperature sono troppo basse affinché la vernice si asciughi. In piena estate invece può fare talmente caldo che la vernice si asciuga troppo velocemente. Inoltre, non bisogna assolutamente dimenticare che, prima di cominciare a verniciare, lo strato di fondo deve essere controllato molto accuratamente. Di per sé la verniciatura delle facciate è un lavoro impegnativo e costoso. Se i lavori preparatori sulle facciate non vengono eseguiti correttamente e i danni esistenti non vengono eliminati, in breve tempo riaffioreranno nuovamente.

I seguenti passaggi garantiscono un’affidabilità comprovata:

La prova visiva

Ad occhio nudo è possibile individuare immediatamente colorazione poco uniforme, strati di vernice distaccati, depositi di sporco e formazione di muschio. Mentre è possibile eliminare i residui vegetali con un po’ d’acqua ed una spazzola, lo sporco deve essere rimosso con un’idropulitrice. Ma fate attenzione: dopo la pulitura della facciata, prima di cominciare la verniciatura, è necessario che questa sia completamente asciutta. A tale proposito è importante ricordare che l’acqua può infiltrarsi nell’intonaco in profondità e richiede il suo tempo prima di asciugarsi.

Per andare sul sicuro consigliamo di utilizzare il nostro indicatore di umidità elettronico BM31. Questo apparecchio consente di individuare l’umidità localizzata nelle pareti, nel pavimento e sui soffitti facendovi risparmiare tempo.

La prova di strofinamento

Passate la mano sullo strato di fondo. Notate residui di abrasione sul palmo della vostra mano? Ciò significa che la vostra facciata tende allo sfarinamento che è indice dell’utilizzo di pitture a base di calce. Se volete utilizzare pitture per facciata moderne come le pitture a dispersione, è necessario innanzitutto rimuovere la pittura a base di calce.

La prova di graffiamento

Passate energeticamente un vecchio cacciavite sopra l’intonaco o la vernice vecchia. Se l’intonaco si sgretola, in tali punti conviene spianare lo strato di fondo di alcuni millimetri e ripassare nuovamente l’intonaco. Lo stesso vale anche per le vernici vecchie poco resistenti: se non superano il test devono essere rimosse anch’esse con una molatrice e un apparecchio ad alta pressione. Le crepe di piccole dimensioni possono essere chiuse con l’acrilico o la malta da riparazione.

La prova del martello

Sondare l’intonaco appoggiandovi sopra un pestello e colpendo con un martello. Se l’intonaco sottostante comincia a sgretolarsi o se si individuano cavità al di sotto dello strato di intonaco, queste devono essere aperte, pulite e riempite quindi nuovamente con la malta. Se si staccano superfici di grandi dimensioni è consigliabile utilizzare l’intonaco originale. Tenere a mente che dopo aver applicato l’intonaco minerale è necessario attendere da quattro a sei settimane prima di passare la vernice, altrimenti è possibile che il rivestimento venga danneggiato. L’intonaco a dispersione e a base di resina sintetica devono essere lasciati indurire almeno una settimana.

Quando si tratta di determinare se l’intonaco appena applicato si sia già essiccato a sufficienza, arriva il momento di fare uso dell’indicatore di umidità elettronico BM31. Questo dispositivo funziona mediante un procedimento di misurazione dielettrico, ovvero l’indicazione dell’umidità avviene in modo diretto a contatto con il materiale, dal momento che non vi è alcuna necessità di installare sonde o elettrodi nel materiale.

La prova di assorbimento

Per eseguire questa prova applicare dell’acqua utilizzando una spugna. In base allo scolorimento e allo sgocciolamento dell’acqua è possibile identificare il grado di assorbimento della facciata. Se l’acqua viene assorbita direttamente, in ogni caso sarà necessario passare una mano di fondo per evitare che la verniciatura si faccia a strisce e se ne riduca la durata.

Ulteriori interventi preventivi: ricoprire e dare il fondo

La facciata è stata controllata e riparata? Ottimo, adesso potete cominciare a ricoprire le porte e le finestre con della pellicola adesiva. Incollate la pellicola con cautela sulle rispettive terminazioni. Applicare il fondo rispettando le indicazioni del produttore. Diluire la prima mano con il colore che si vuole dare alla facciata con il 10 fino al 15 percento d’acqua.

Dipingere la facciata

Adesso potete mettere in pratica la vostra esperienza d’imbianchini d’interni. Come per le pareti interne, verniciate anche qui innanzitutto gli spigoli, gli angoli e i bordi che non riuscite a raggiungere con il rullo. Non dipingete tutti gli spigoli in una volta sola, ma procedete in successione verniciando le superfici libere adiacenti con il rullo prima che il colore si asciughi. Verniciate le superfici applicando un’abbondante quantità di colore. L’efficace verniciatura “bagnato su bagnato” aiuta a prevenire la futura formazione di macchie.

Per non lasciare scampo nemmeno alle macchie più modeste si consiglia di verniciare la facciata con la tecnica a croce. Verniciare dapprima da sinistra verso destra e nel senso inverso e poi dall’alto in basso e viceversa. In questo modo si assicura una stratificazione ottimale del colore della facciata e si garantisce un’applicazione uniforme del colore.

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A breve il prossimo articolo di “Rinnovare casa in 4 mosse con Trotec : l’impianto elettrico!”

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